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PROPOSTA DI SVECCHIAMENTO DEL PARCO VEICOLI IN CIRCOLAZIONE Stampa E-mail
domenica 18 febbraio 2007

dal coordinamento toscano de Il Cantiere

Secondo uno studio condotto da Promotec su dati Aci ed Istat del 2004, nel nostro paese risultano immatricolati 58 autoveicoli ogni cento abitanti, bambini compresi. La Germania ne conta 55, la Svizzera 51, il Regno Unito 50, la Francia 49, fino alla Danimarca che vanta - è il caso di dirlo - un più modesto 35. Un primato poco invidiabile, il nostro, che ci porta al limite dell'emergenza ambientale e, per effetto delle norme comunitarie, ci costringe sempre più spesso ad adottare provvedimenti d'emergenza: blocchi della circolazione, targhe alterne, divieti di transito ai veicoli più vecchi, e via limitando, nel tentativo di ristabilire livelli di inquinamento giudicati tollerabili.

Scendere dal tram in corsa non sembra possibile. Il Paese chiede sviluppo e la cosiddetta società civile non si mostra disposta a rinunciare alle esigenze di mobilità e di indipendenza dal trasporto pubblico, peraltro non sempre all'altezza delle aspettative. D'altra parte, non si può pensare di andare avanti con quella specie di stop and go che viene spacciata per giornate ecologiche e che invece tradisce l'incapacità di risolvere un dilemma apparentemente privo di scappatoie: mettere la gente a piedi, con le conseguenze che ne deriverebbero, o procedere verso livelli insostenibili di inquinamento atmosferico, continuando a fingere che l'aumento delle malattie respiratorie dei nostri bambini e certi malesseri che ci affliggono siano la conseguenza di un destino baro e non dell'aria che respiriamo.

Si deve inoltre tener conto che in questa ricerca di rimedi, atti a contrastare l'inquinamento, va cercato di fare in modo che i costi della loro attuazione vengano equamente distribuiti fra i cittadini. Su questo aspetto sono in corso polemiche fra le amministrazioni e quanti lamentano una supposta discriminazione ai danni dei possessori di veicoli "eurozero" rispetto ai proprietari di altri mezzi, ritenuti altrettanto inquinanti. Senza entrare nei particolari della diatriba, preme qui introdurre una proposta che produrrebbe un'immediata diminuzione delle emissioni veicolari senza ricorrere ad azioni considerate punitive nei confronti di specifiche categorie di utenti.

Vediamola brevemente. I veicoli registrati in Italia superano oggi complessivamente i 45 milioni ed aumentano annualmente di oltre 1 milione di unità, al netto delle radiazioni. Si tratterebbe ora di bloccare temporaneamente questa crescita, fino a riportare il loro numero a livelli ritenuti accettabili, disponendo che ogni nuova immatricolazione venga accompagnata dalla contestuale radiazione di un equivalente veicolo di cui, per motivi ambientali, si giudichi opportuna la rottamazione. A tale scopo sono a disposizione fra 8 milioni di autoveicoli eurozero, 5 di eurouno, 9 di eurodue, in tutto 22 milioni di unità, sufficienti a permettere senza intoppi, nei prossimi 8 - 10 anni, la loro progressiva sostituzione con altrettanti veicoli nuovi, al ritmo attuale di 2,3 milioni all'anno, senza penalizzare i livelli di produzione dell'industria automobilistica.

Lo scambio di veicoli usati rimarrebbe privo di vincoli, mentre agli acquirenti del nuovo, che fossero ne fossero privi, verrebbe richiesto di acquistare.sul mercato il necessario usato da rottamare, eventualmente per il tramite del proprio concessionario e utilizzando i contributi statali concessi a tale scopo.

Riassumendo, il passaggio dall'attuale regime di incentivi alla rottamazione ad un regime di rottamazione obbligata sull'acquisto del nuovo bloccherebbe immediatamente la crescita del parco automobilistico senza penalizzare la produzione del nuovo, accelererebbe lo svecchiamento dell'usato e distribuirebbe uniformemente l'impegno legato alla realizzazione di questo provvedimento fra tutti i soggetti direttamente coinvolti nell'attività di scambio in questo settore.

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